Siete mai stati nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia? Si tratta di uno degli edifici storici più affascinanti della città, risalente all’XI secolo.
L’architrave del piccolo ingresso a nord, quello che apre sull’attuale via Cavour, risale al 1166. Fu scolpita e firmata dal maestro Gruamonte, che vi raffigurò l’Ultima Cena.
All’interno sono collocati: il gruppo in terracotta invetriata bianca che rappresenta la Visitazione, opera di Luca della Robbia, commissionata nel 1445; l’acquasantiera marmorea (XII-XIII secolo) posta al centro della navata, con le Virtù Cardinali, forse di Giovanni Pisano nella parte superiore, sostenuta dalle cariatidi delle tre Virtù Teologali; il polittico di Taddeo Gaddi, dipinto nel 1350-1353, raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Iacopo, Giovanni Evangelista, Pietro e Giovanni Battista.
Ma non è solo di questo che voglio parlarvi.
Addossato alla parete sud c’è il pulpito realizzato nel 1270 da Guglielmo da Pisa. Le sculture ad altorilievo in marmo apuano, realizzate su uno sfondo in vetri policromi solo in parte conservati, raffigurano gli Evangelisti e scene del Vangelo.
È sull’ultima di queste scene, la più nascosta, che voglio richiamare la vostra attenzione. Rappresenta la morte di Maria. Al suo capezzale sono radunati i dodici apostoli, Gesù con una bambina in braccio e una donna al suo fianco, probabilmente Maria Maddalena.
Secondo l’interpretazione ufficiale, la bambina che Gesù stringe a sé sarebbe l’anima della madre Maria. E se, invece, fosse quella figlia Sara che secondo alcune ricostruzioni eretiche avrebbe avuto da Maria Maddalena, associata al culto di Saintes-Maries-de-la-Mer, dove, secondo una tradizione riportata dalla Legenda Aurea, Maria Maddalena sarebbe sbarcata dopo aver lasciato la Palestina?
Il nome “Sara”, peraltro, significa “Principessa” in ebraico: la figlia dimenticata del “Sang Réal”, il sangue reale del Re dei Giudei.
Probabilmente, se Dan Brown avesse visitato la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas e visto il pulpito, avrebbe ambientato a Pistoia le scene finali del Codice da Vinci e avremmo visto Tom Hanks aggirarsi per la città durante le riprese del film.


