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    San Giovanni Fuorcivitas e il “Sang Réal”

    Siete mai stati nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia? Si tratta di uno degli edifici storici più affascinanti della città, risalente all’XI secolo. L’architrave del piccolo ingresso a nord, quello che apre sull’attuale via Cavour, risale al 1166. Fu scolpita e firmata dal maestro Gruamonte, che vi raffigurò l’Ultima Cena. All’interno sono collocati: il gruppo in terracotta invetriata bianca che rappresenta la Visitazione, opera di Luca della Robbia, commissionata nel 1445; l’acquasantiera marmorea (XII-XIII secolo) posta al centro della navata, con le Virtù Cardinali, forse di Giovanni Pisano nella parte superiore, sostenuta dalle cariatidi delle tre Virtù Teologali;…

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    Il prezzo del successo

    In questi ultimi giorni sono diventati virali alcuni video del format online di Fabrizio Corona “Falsissimo” intitolati “Il prezzo del successo”, in cui lo stesso Corona sostiene l’esistenza di un presunto “sistema” legato ad Alfonso Signorini e alle dinamiche di accesso a opportunità televisive. Con tanto di esibizioni di presunte chat e materiale a supporto delle sue accuse. Ora: che la ricostruzione di Corona sia vera, falsa, parziale, deformata, strumentale, lo stabiliranno, se lo vorranno, i tribunali e non certo i commentatori, né io che scrivo da un blog. Ma una domanda penso sia il caso di porsela ed è…

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    Sbirro infame, eroe morto.

    “C’è una contraddizione profonda, antica, che attraversa una certa area della cultura italiana, soprattutto di sinistra: quella di una retorica antimafia e antifascista che si alimenta di memoria civile con furore ideologico, si impossessa di simboli e anniversari trasformandoli in liturgie solenni, ma che fatica, quasi si rifiuta, di riconoscere la dignità dell’autorità dello Stato e di chi ne indossa l’uniforme. È una contraddizione che torna ogni volta che celebriamo i nostri morti, ogni volta che pronunciamo con commozione i nomi di Falcone, di Borsellino, di Boris Giuliano, di Ninni Cassarà, di Giuseppe Montana e di tanti altri. Da vivi…

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    Pamela Genini: la legge c’era, lo Stato no.

    Il 4 settembre 2024 Pamela Genini si era presentata da sola al pronto soccorso di Seriate. Aveva ventinove anni, un dito rotto, graffi sulle gambe, il volto stanco di chi ha già pianto abbastanza. Raccontò ai medici di essere stata aggredita dal suo ex compagno, Gianluca Soncin. Una lite, l’ennesima, finita a terra tra calci e pugni. Aveva già tentato di allontanarsi da lui, ma tornava sempre la paura. Quel giorno, come prevedono i protocolli, i sanitari compilarono il questionario per la valutazione del rischio. Le domande erano cinque, dirette, semplici. Pamela rispose “sì” quasi a tutte. Lui l’ha picchiata?…

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    Pogrom: una parola antica per un orrore che si ripete

    Negli ultimi mesi, dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, il termine “pogrom” è tornato a circolare con forza nel linguaggio pubblico. Giornalisti, storici e politici lo hanno usato per descrivere il massacro compiuto da Hamas contro civili israeliani. Ma non tutti sanno davvero cosa significhi questa parola, che per il popolo ebraico ha un peso storico e simbolico enorme. La parola “pogrom” viene dal russo e significa devastazione. È un termine nato nell’Ottocento per indicare le violenze di massa contro le comunità ebraiche dell’Impero zarista, ma le sue radici affondano molto più indietro nella storia. Già in epoca romana,…

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    Gaza: il silenzio dei colpevoli

    C’è un silenzio che è più assordante del fragore delle bombe. Non è il silenzio di chi non sa o non vede, ma quello deliberato dei fatti concreti, dell’azione mancata da parte di chi ha il potere e il dovere di intervenire. Mentre le piazze del mondo si riempiono, mentre la coscienza della società civile urla la propria indignazione, i palazzi del potere restano sordi e muti. È questo il silenzio dei colpevoli: quello degli stati e dei politici che dovrebbero rappresentare il sentimento dei popoli e che invece lo tradiscono con un’inazione omertosa, trincerandosi dietro tiepide dichiarazioni di circostanza.…

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    Elogio della sedia vuota

    Argomento “presentazioni“, il topic del momento. Posso lasciar correre senza di dire la mia? Giammai! Partiamo dal termine: “presentazione”. Non mi è mai piaciuto. Ho sempre preferito “incontro con i lettori”. Mi sembra più dignitoso. Però, dopo tanti anni di frequentazione di questo circo Barnum, devo dire che il primo è quello più aderente alla realtà delle cose. “Presentazione” richiama alla mente la vendita porta a porta dei prodotti Avon, delle pentole, dei corredi o del Folletto, quando un gruppo di donne del vicinato si riuniva a casa di una di loro, che faceva da promotrice in cambio di un…

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    La sudditanza e il sopruso nell’era digitale – parte terza

    “Eppur si muove“, affermò Galileo Galilei dopo che fu costretto ad abiurare la sua teoria eliocentrica. E’ la prima frase che mi è venuta in mente quando mi è arrivata la mail con la quale, quasi allo scadere del termine massimo di 180 giorni previsto Digital Service Act, ADR Center SRL, organismo di risoluzione delle controversie certificato in Italia, mi annunciava che era stata emessa una decisione sulla mia segnalazione. Piccolo riassunto delle puntate precedenti (parte prima e parte seconda): per 15 anni ho gestito con cura la mia presenza online. Sono uno scrittore e non un sprovveduto digitale; il…

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    La sudditanza e il sopruso nell’era digitale – Parte seconda

    Eccomi qui, come vi avevo promesso, per raccontarvi il seguito delle mie vicissitudini con Facebook affinché ne resti memoria e possa essere utile a chi si trova o si verrà a trovare nella mia stessa situazione. Nella “sentenza” di rigetto del ricorso contro la sospensione del mio account (vedi foto di copertina), arrivata dopo appena 5 minuti (magari anche la giustizia italiana fosse così veloce) Facebook mi comunicava che avevano deciso di disabilitare il mio account definitivamente e che non potevo richiedere un altro controllo di questa decisione. Nello stesso tempo mi informava di “avere il diritto di impugnare la…

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    Dio è morto o si è solo secolarizzato?

    Dopo la morte di Papa Francesco (da qualcuno definito l’antiPapa) è riesploso il dibattito sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo, soprattutto riguardo al rischio di una progressiva secolarizzazione che potrebbe impoverire la sua dimensione spirituale e trascendente. La questione centrale è se la Chiesa debba occuparsi principalmente della salvezza delle anime e della dimensione trascendente della fede, oppure se debba concentrarsi soprattutto sull’applicazione sociale della dottrina evangelica. In altre parole: il cristianesimo deve essere vissuto come esperienza di mistero, di sacro, di apertura all’oltre, oppure come forza etica e sociale capace di incidere sulle dinamiche della società civile? La…